Se la sensibilità è la prima dote di un artista, quella capacità d’intercettare i segni del mondo e di riprodurli attraverso il proprio punto di vista, Laura Mercurio esprime tale qualità attraverso gesti e parole. Progettista e docente in Accademia di Belle Arti, dov’è titolare di quattro cattedre presso il Dipartimento di Fashion Design, Fashion Design, per l’appunto, Ambientazione per la moda, Design dell’accessorio e del gioiello al triennio e Cultura dei materiali di moda al biennio, è stata recentemente insignita del prestigioso Premio Taormina Gold 2026 nell’ambito del quale è stato presentato Metallo Vivo, il progetto artistico da lei curato con gli allievi dell’Abact Moda.
Nell’intrattenermi con lei inizio da lontano.
Qual è stata la tua formazione?
“Devo tutto ai miei genitori ed alla mia professoressa che scoprirono il mio talento dal momento che già alle scuole medie sapevo disegnare benissimo ma questo mio dono non mi proviene affatto dall’essere nata in una famiglia di artisti. Ho sempre percepito un senso di solitudine perché sono sempre stata l’unica a saper fare alcune cose che gli altri non sapevano fare. Dopo il diploma in Grafica e la Laurea in Progettazione artistica per l’impresa ho perfezionato il mio percorso conseguendo il Master i Product Design.”
Come inizia, dopo il percorso di studi, il tuo approccio al mondo del lavoro?
“Ho avviato i miei primi passi nel mondo dell’antiquariato, un settore che ha costituito per me una base formativa estremamente completa poiché non è possibile poter progettare qualsiasi oggetto senza una conoscenza approfondita del passato. Nel corso di vent’anni ho lavorato agli spazi espositivi di oggetti d’arte e gioielli storici dal Quattrocento al Novecento. In particolare ho approfondito lo studio del gioiello, dei dipinti e dei mobili siciliani antichi.”
A quest’argomento Laura Mercurio ha dedicato una pubblicazione dal titolo “Scaramanzia e superstizione nell’antico gioiello siciliano.”

Ma veniamo alla tua attività di progettista.
“Ho collaborato per due anni a Milano con il progettista Giovanni Levanti e ho fatto parte del team di Isola Bella Gioielli. Ho sempre avuto una propensione naturale per la progettazione e ritengo che tutto parta dalla progettazione, persino la vita medesima. Pensiamo che la stessa esistenza umana fin dal ventre materno è progettata, come un disegno perfetto del creato. Uno degli insegnamenti che fornisco ai miei studenti è che è molto più difficile progettare un gioiello che un abito.”
Parallelamente al tuo percorso artistico di progettazione ti dedichi anche all’insegnamento.
“Proprio così. Ho maturato esperienze in istituti superiori, in particolare a Bergamo e a Catania con l’insegnamento di Discipline Audiovisive, ma parallelamente sono stata cultrice della materia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania alla cattedra di Storia dell’arte contemporanea di Giuseppe Frazzetto per poi diventare a soli trentaquattro anni docente di ruolo in Accademia di Belle Arti a Palermo nel 2021 e a Catania l’anno successivo. Sebbene inizialmente io non avessi avuto in mente di dedicarmi all’insegnamento, ho scoperto di riuscire a trasmettere agli altri il mio stesso entusiasmo per ciò che amo fare. Questo i miei allievi lo percepiscono e lo amano.”
Qual è l’insegnamento più grande che trasferisci ai tuoi allievi?
“Progettare un oggetto non presuppone sempre, necessariamente, l’intento di creare qualcosa di bello. A monte occorre che ci sia sempre un pensiero, la volontà di trasmettere un messaggio, un’emozione che è dentro, un input, uno stato d’animo che è presente all’interno di ciascun artista. Inoltre oggi oggetto dev’essere sempre funzionale e rispondere ad uno scopo. Un altro insegnamento che cerco di inculcare loro è che non si lavora sempre per un piacere personale, spesso occorre, piuttosto, coniugare ciò che si vorrebbe fare con ciò che la committenza ci richiede.”
Da diversi anni nell’ambito accademico curi eventi e progetti di ricerca a partire dallo studio dei materiali. Potresti parlarcene?
“Ogni anno mi sono occupata della sperimentazione di materiali differenti, sempre nell’ottica del riciclo e della salvaguardia dell’ambiente, riflettendo sul modo in cui sia possibile coniugare l’ecologia ed il rispetto del pianeta con il fare moda. In questi eventi, in cui ho curato ogni aspetto, dalla scelta della location all’illuminazione alla scenografia alla coordinazione delle coreografie, ho sempre cercato di valorizzare anche i cinque sensi, la visione ma anche l’ascolto. Nel 2024 al centro vi è stata la carta con l’evento sfilata La moda si veste di carta, nel 2025 è stata la volta della plastica con il progetto Organico Eco e nel 2026 del metallo con Metallo vivo, tutti percorsi di ricerca in cui la materia diventa arte e progettazione di abiti, accessori e gioielli affidate agli alunni dei corsi da me coordinati e diretti.”
Non solo intento ecologico ma anche filantropia però, dal momento che i tuoi eventi vedono spesso anche la sinergia con associazioni di volontariato.
“Sì, è il caso, ad esempio, del progetto del 2023, Sorrisi conturbanti, che ha visto la realizzazione di 58 turbanti da parte degli studenti dell’Accademia in collaborazione con un’associazione che si occupa di prevenzione e sostegno nel percorso di cura delle malattie oncologiche. Un medesimo intento umanitario avrà anche l’evento a cui lavoreremo nel corso del prossimo anno accademico.”
Potresti anticiparci qualcosa in merito al tuo nuovo progetto di ricerca?
“Quest’anno al centro del nostro percorso di sperimentazione ci saranno due materiali come il denim ed il PVC del deltaplano, un materiale molto leggero che verrà messo a disposizione dalla Fondazione Angelo D’Arrigo con cui collaboreremo. Il titolo dell’evento, che vedrà un tripudio di colori e pura creatività e che è programmato presso l’Istituto per l’Incremento Ippico per il 28 maggio del 2027, sarà Flight the Future – Moda, inclusione e sostenibilità attraverso il volo. Il volo diventerà simbolo al contempo di leggerezza e libertà creativa.”
Saluto Laura Mercurio con il profondo desiderio di potermi immergere presto in questa nuova esperienza di cui sarà artefice insieme ai suoi allievi e che si preannuncia come un nuovo emozionante percorso tra moda, colore e creatività.
