Il Catania risolve nel finale l’equazione più complicata e piega 2-1 il Crotone dei “Pitagorici”, ma per trovare la soluzione Longo deve cambiare formula. Un primo tempo confuso, una ripresa ridisegnata e il rigore di Coda nel recupero consegnano ai rossazzurri una vittoria sofferta, maturata più con i nervi che con la geometria.
Dopo dieci minuti di studio, il Catania insiste sul 3-4-2-1 con Lunetta falso nueve, mentre il Crotone parte con il 4-3-3 e, senza palla, si compatta in un 4-5-1. In tribuna c’è anche il campione del mondo Fabio Grosso, venuto a seguire il figlio Filippo.
Al 12’ Vallocchia procura un corner, ma dalla battuta di Cicerelli nasce addirittura la ripartenza ospite, fermata da Quaini. Due minuti dopo il Crotone passa: Barcella calcia dalla distanza, Dini respinge centralmente e Zunno, di prima intenzione, firma lo 0-1. Lo svantaggio manda in confusione il Catania, che attacca con poche idee e poca lucidità. Cavuoti resta ai margini della partita e rimedia anche un’ammonizione. Al 33’ una sanguinosa palla persa al limite spalanca la strada a Musso: Dini esce e Ierardi salva in extremis in angolo. Al 36’ Brignola, su punizione, non trova la porta.
La domanda nasce quasi spontanea: quando il Catania deve fare la partita, soprattutto al Massimino, ha davvero senso insistere con la difesa a tre?
Longo sembra rispondere nella ripresa. Fuori Bruzzaniti, Cavuoti, Quaini e Di Gennaro; dentro Insigne, Coda, Caligara e Cabianca. Il sistema diventa un 4-2-3-1: Caligara e Vallocchia in mediana, Cicerelli, Insigne e Lunetta alle spalle di Coda. E la partita cambia.
Al 55’ Coda trova il portiere, sul ribaltamento Veltri sfiora il raddoppio. Al 59’ Insigne pesca ancora Coda, che conclude addosso all’estremo difensore. Al 62’ Lunetta vede il pareggio respinto sulla linea e due minuti più tardi Cicerelli costringe il portiere alla deviazione in corner. Il Catania attacca con la forza dei nervi, ancora in maniera disordinata, ma finalmente occupa stabilmente la metà campo avversaria.
Al 65’ arriva l’1-1 di Insigne. I rossazzurri continuano a spingere, sfiorano ancora il gol sull’asse Lunetta-Coda e Longo inserisce anche Liguori per Masciangelo, aumentando ulteriormente il peso offensivo.
Ma il cambio di modulo non risolve tutti i problemi. Anche nella ripresa, con il Crotone meno presente in avanti, la difesa rossazzurra concede qualche spazio di troppo e Dini è costretto a intervenire in più di un’occasione. Il reparto arretrato va quindi ancora registrato, soprattutto nelle distanze e nelle letture delle ripartenze.
Nel recupero arriva l’episodio decisivo: fallo di mano in area e rigore per il Catania. Sul dischetto va Coda, che spiazza il portiere e firma il 2-1.
La vittoria premia soprattutto la reazione del Catania. La ripresa ha mostrato che, quando deve fare la partita, soprattutto al Massimino, il 4-2-3-1 sembra dare più soluzioni offensive e maggiore presenza negli ultimi metri. Resta però da trovare più equilibrio dietro. Contro i Pitagorici, il “teorema di Longo” trova quindi una prima conferma: più qualità davanti con la difesa a quattro, ma serve ancora maggiore solidità dietro.
