Un’estate partita tra dubbi e problemi, poi il cambio di passo. Coda, Caligara, Insigne e Vallocchia hanno alzato il livello, ma Longo ha ricevuto la squadra completa soltanto a campionato iniziato
Il mercato del Catania è stato lungo, agitato e soprattutto diviso in due. Era cominciato con una ricostruzione graduale, quasi prudente. Si è concluso con un’accelerazione che ha cambiato profondamente la squadra e, inevitabilmente, anche le aspettative.
Varrà aveva lavorato inizialmente più sulla struttura che sui grandi nomi. Erano arrivati Rinaldi e De Falco in porta; Pagliai e Perrotta in difesa; Amendola a centrocampo; Torre e Liguori davanti. Poi era stato preso anche Mihai, operazione naufragata nel giro di poche settimane con la successiva risoluzione del contratto. Un errore evidente in una fase nella quale il Catania non aveva ancora dato l’impressione di avere definito completamente la propria direzione tecnica.
A complicare tutto è arrivato il caso fideiussione. Il mancato rispetto delle scadenze ha rallentato i tesseramenti, condizionando la preparazione. Longo ha lavorato con un gruppo incompleto proprio nelle settimane nelle quali avrebbe dovuto costruire gerarchie, automatismi e identità.
Poi il mercato cambia velocità. Masciangelo aggiunge esperienza sulla fascia, Di Marco dinamismo in mezzo e Russo nuove soluzioni offensive. L’arrivo di Massimo Coda ha rappresentato il primo vero colpo a effetto: esperienza, gol e un curriculum difficilmente comparabile con quello della categoria.
Il centrocampo, vero nodo dell’estate, è stato radicalmente rivoluzionato. Sono arrivati Torrasi e Caligara a fornire fosforo e qualità. Ma l’infortunio del neoacquisto Di Marco ha reso ancora più urgente completare il reparto.
Ed è stato nel finale che Varrà ha giocato le carti più pesanti. Il primo settembre sono arrivati Eddy Cabianca, difensore proveniente dalla Cremonese, Nicolò Cavuoti, centrocampista del Cagliari, e Roberto Insigne, esterno offensivo acquistato dall’Avellino. Nelle stesse ore erano partiti Jiménez, Di Tacchio e Leonardi.
Oggi, a mercato già chiuso, dovrebbe arrivare la firma di Andrea Vallocchia. Il centrocampista, rimasto svincolato, dovrebbe completare una mediana profondamente diversa rispetto a quella di luglio.
Nel frattempo Varrà ha effettuato una vera epurazione. Casasola, Frisenna, Miceli, Chiarella, Bočić, Cargnelutti, Luperini, Stoppa, Di Noia, Ponsi e Rolfini sono partiti verso altre destinazioni. A loro si sono aggiunti Mihai e, nel rush finale, Jiménez, Di Tacchio e Leonardi.
Alla fine il giudizio cambia nettamente rispetto a quello che si poteva formulare a metà agosto. Coda è stato il colpo copertina, Caligara uno degli acquisti più funzionali, Insigne ha aggiunto tecnica ed esperienza, Cavuoti prospettiva, Cabianca un’alternativa in difesa e Vallocchia ha completato il centrocampo.
Il mercato finale è stato quindi di livello. La programmazione molto meno.
Varrà ha rimontato un mercato che a metà estate sembrava incompleto e lo ha chiuso con personalità. Adesso la rosa, almeno sulla carta, ha qualità, esperienza e profondità per stare in alto.
Il mercato ha corretto molti problemi. Da questo momento, però, non potrà più correggere il campo.
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