Se fare ridere, con la compagnia “Teatro per Passione,” è oggi il suo ruolo principale, dalla mimica al tono delle battute, possiamo affermare che lo svolge così come lo si desidera, a volte suscitando gli applausi già al suo ingresso. Graziella Filocamo, una maschera tutta siciliana, tutta catanese, quella che ogni compagnia desidererebbe avere soprattutto in commedie che ne richiedono presenza e sostanza, perché si sa… la risata, quella spontanea, reiterata, da applausi è il supporto che fa da indispensabile puntello per la buona riuscita dell’intera commedia. Inoltre, chi la conosce anche nel privato, sa che questa sua predisposizione alla battuta facile, al suscitare ilarità, anche solo con uno sguardo ben assestato, sta nelle sue corde, senza nessuna artefatta tecnica teatrale, una dote naturale che diventa linfa da cui trae forza durante la recita. Ma sarebbe riduttivo se relegassimo le sue performance solo a questo ruolo, perché Graziella vanta un’esperienza pluridecennale e una duttilità recitativa che le ha permesso di interpretare, in sostanza, tutti i ruoli anche grazie al fatto che…ma questo lo scopriremo leggendo le sue risposte…
Graziella quando è nata la passione per il teatro?
“Nessuno ci crederà, anche perché non ci sono più testimoni, ma già a otto mesi, sì a soli otto mesi, mi raccontavano che mi nascondevo dietro la tenda di casa e poi chiedevo l’applauso come se avessi già recitato! Poi per anni sono stata una passionale spettatrice, soprattutto di spettacoli come le opere dei pupi dove si andava tutti insieme ai miei parenti, quasi per restare fedele all’arte di mio nonno Peppino Chiesa che dirigeva una teatro opera dei pupi prima che io nascessi. Ma la svolta avvenne quando mio zio mi portò nella compagnia di Tony Aiello e lì, appena diciottenne, cominciai la mia avventura nel mondo del teatro che non ho più lasciato. Da “Gatta ci cova”, la mia prima, è stato tutto un susseguirsi di commedie su commedie per decenni e decenni approdando al teatro di Rosina Anselmi dove ho recitato per diversi anni anche quando creò un suo teatro. E posso dire, da “civitota” D.O.C. quale sono, che ho interpretato tutti i personaggi siciliani, ma anche non siciliani come Filumena Marturano e “U sapiti com’è” in versione femminile, un ruolo che mi è rimasto nel cuore perché con questo personaggio ho vinto nel 1994 il premio come migliore attrice siciliana, riconoscimento decretato da una giuria composta dai rappresentanti di tutte le compagnie siciliane”.
Cosa significa per te calcare le scene di un palco?
“Rispondo in maniera semplice: significa chiudere con me stessa con Graziella Filocamo, abbandonarla ed entrare anima e corpo nel personaggio. Per tutto il tempo vivo quel ruolo a tutto tondo, nel modo migliore possibile, anzi, in maniera più naturale possibile! Sai perché dico questo? L’esperienza mi ha insegnato che la cosa migliore che puoi fare quando reciti è farlo in maniera naturale, credere davvero che non sei su un palco ma dentro quella stanza della scena come se tutto ciò che stai vivendo fosse reale! Ed ho sempre creduto in questo modo di interpretare qualsiasi ruolo”.
Qual è stato il ruolo che ti ha impegnato di più me ti è di più rimasto dentro?
“Magari la risposta sarà scontata, ma qualsiasi ruolo mi impegna tanto, troppo, a volte “ci cascu malata” perché desidero farlo bene”.
Ok, nessun dubbio, ma uno in particolare che ti è rimasto dentro?
“Mah…forse Filumena Marturano, certo oggi sarebbe improponibile ma quando l’ho fatto avevo 37 anni ed ero in pieno ruolo anche come età, ed è quello che più mi è rimasto dentro”.
Il sogno più bello che vorresti realizzare come attrice?
“Posso dire che, considerando ciò che si vede in giro, sono già abbastanza soddisfatta del mio passato e di ciò che faccio anche per le diverse proposte che ricevo per delle collaborazioni e che puntualmente rifiuto, perché per adesso sto bene dove sto con Franco Torrisi e la sua compagnia “Teatro per Passione” e poi un’esperienza Tv a Retequattro mi è bastata e non sono interessata nemmeno al mondo del cinema. Calco le scene perché mi piace recitare e questo ci basta e spero di continuare ancora per molto tempo. Ma a dirla tutta una cosa che adoro ascoltare e quando mi incontra qualcuno del pubblico e mi dice anche a distanza di tempo: vederti sul palco mi sono divertito e rilassato! Questo per me è già tutto…”.
Cosa puoi aggiungere dopo aver ascoltato tutto questo? Naturalezza e il piacere di recitare fino a se stesso ti completano un’attrice e un modo d’essere oramai sempre più raro in un mondo dove denaro e apparire regnano sovrani, di certo Graziella Filocamo emerge non fosse altro per il solo piacere di fare divertire il pubblico. E questo vi sembra poco?

Per me è un’attrice nata è non è un complimento, è una realta
Per me è un’attrice nata è non è un complimento, è una realta.