Il Catania si prende Caserta all’ultimo respiro. Lo fa contro una squadra ancora imbattuta, al termine di una partita dominata per larghi tratti, quasi gettata via e infine ripresa con carattere. A firmare il blitz è Ierardi, che in pieno recupero sale in cielo sul corner di Insigne e regala a Longo un 2-1 pesantissimo.
L’avvio rossazzurro è travolgente. Al 3’ Masciangelo, tornato titolare sulla sinistra, entra in area e viene fermato fallosamente. Rigore, FVS richiesto dalla Casertana e decisione confermata. Cicerelli spiazza De Lucia: 0-1.
È solo l’inizio di un primo tempo quasi perfetto. La sorpresa tattica di Longo funziona: Lunetta falso nove viene incontro, cuce il gioco da autentico regista offensivo e poi attacca l’area. Da una sua giocata nasce una grande occasione per Bruzzaniti. Poco dopo Vallocchia manda Cicerelli davanti alla porta: il capitano calcia con De Lucia battuto, Kontek salva sulla linea. L’FVS controlla anche questo episodio e, nonostante dalle immagini il pallone sembri completamente dentro, il gol non viene assegnato.
Il Catania continua a produrre. Cicerelli chiama De Lucia al grande intervento su punizione al 34’, Quaini sfiora il bersaglio da fuori e, nel recupero, ancora Cicerelli disegna una traiettoria verso l’incrocio sulla quale il portiere campano deve volare. All’intervallo è soltanto 0-1, risultato persino stretto per quanto costruito dagli etnei.
Nella ripresa Longo inserisce Caligara per Cavuoti e qualcosa cambia. Il Catania perde intensità nel pressing, la Casertana alza il baricentro e Piovanello comincia a incidere. Su una sua accelerazione Manconi costringe Dini alla grande parata. Al 55’ arriva il conto degli sprechi: corner campano, Castelli salta praticamente indisturbato nel cuore dell’area e firma l’1-1. Una rete che riapre anche il dossier delle difficoltà rossazzurre nella difesa a zona sui calci piazzati.
Il paradosso è tutto nei numeri della gara: una decina di occasioni costruite dal Catania contro poche della Casertana, ma il calcio premia chi segna. E gli etnei continuano a sprecare. Lunetta, solo davanti a De Lucia, gli calcia addosso; altre conclusioni sono flebili o imprecise. Dall’altra parte Manconi chiama Dini a due interventi straordinari e il portiere tiene in piedi i suoi.
Poi cambia Caligara. Arretrato sulla linea di centrocampo, trova finalmente la sua oasi: più palloni, più tempi di gioco, maggiore qualità. Negli ultimi minuti il Catania torna a comandare mentre la Casertana si innervosisce. E quando il pareggio sembra ormai scritto, Insigne pennella dalla bandierina e Ierardi sovrasta tutti con un colpo di testa imperioso. De Lucia stavolta non può nulla.
La Reggia è rossazzurra. Il Catania torna da Caserta con tre punti costruiti attraverso un primo tempo di altissimo livello e conquistati con carattere nel finale. I progressi sono evidenti: qualità, personalità e capacità di creare. Restano due aree di miglioramento altrettanto chiare: serve molto più cinismo sotto porta e maggiore solidità sulle palle inattive e sulle seconde palle. Stavolta gli sprechi non hanno presentato il conto. Perché all’ultimo minuto Ierardi ha deciso di prendersi la Reggia.
