Il Catania cambia passo. E a Picerno cambia anche volto.
Finisce 4-2 per i rossazzurri, ma il risultato racconta solo in parte una gara che per settanta minuti ha mostrato una squadra diversa: più corta, più aggressiva, più lucida nelle letture e soprattutto molto più cinica.
Le novità di formazione non mancano. Dini debutta dal primo minuto tra i pali, Di Gennaro torna al centro della difesa, Masciangelo viene preferito a Donnarumma sulla sinistra e Quaini viene riportato in mezzo al campo accanto a Vallocchia. Davanti spazio a Bruzzaniti, Cavuoti e Cicerelli a supporto di Russo.
Non sono soltanto cambi di uomini. È soprattutto l’atteggiamento a essere differente.
Il Catania parte con maggiore intensità, tiene meglio le distanze e prova subito a recuperare palla più avanti. Il Picerno si fa vedere al 7’ con una conclusione dal limite che termina alta, ma la risposta rossazzurra arriva pochi minuti dopo: Cicerelli trova Cavuoti, che cerca il sinistro a giro e sfiora il palo.
La partita resta equilibrata fino alla mezz’ora, poi cambia completamente volto.
Al 31’ Ierardi rompe l’equilibrio con una percussione offensiva che sorprende la retroguardia lucana e porta avanti il Catania. È il gol che apre la partita e, soprattutto, libera mentalmente i rossazzurri.
Passano appena due minuti e arriva il raddoppio di Bruzzaniti. Il Picerno accusa il colpo, perde compattezza e concede campo. Il Catania capisce il momento e affonda ancora.
Al 34’ Cavuoti firma lo 0-3.
Tre gol in pochi minuti, una sequenza devastante che indirizza la partita e fotografa perfettamente il cinismo mostrato dai rossazzurri. Il Catania non ha bisogno di dominare territorialmente: aspetta il Picerno nella propria trequarti, chiude gli spazi e appena recupera palla verticalizza con rapidità.
La differenza rispetto alle ultime uscite si vede soprattutto nelle distanze. Gli esterni difensivi accorciano anche in fase di non possesso, mentre i mediani raddoppiano sulle corsie o si allargano per creare superiorità numerica. La squadra si muove finalmente come un blocco, senza quei vuoti tra i reparti che avevano caratterizzato altre prestazioni.
All’intervallo il risultato è già pesante: 0-3.
Nella ripresa il Catania riparte senza cambi e continua a controllare la gara senza rinunciare ad attaccare. I rossazzurri non si limitano a difendere il vantaggio, ma cercano ancora la porta attraverso azioni costruite con ordine.
Al 57’ arriva il poker.
Cicerelli riceve sulla corsia sinistra, punta l’avversario, rientra sul destro, si accentra e lascia partire una conclusione precisa che batte il portiere del Picerno. È il gol tecnicamente più bello della serata e sembra chiudere definitivamente il match.
Sul 4-0, però, qualcosa cambia.
Il Catania comincia ad abbassare troppo il baricentro. Le distanze aumentano, il Picerno guadagna metri e riesce finalmente a giocare con maggiore continuità nella metà campo rossazzurra.
Al 75’ Pugliese trova il gol dell’1-4 e restituisce un minimo di coraggio ai padroni di casa.
Nel finale la partita diventa più sporca. Il Catania perde brillantezza, arretra e concede qualcosa di troppo. All’83’ arriva anche l’espulsione di Masciangelo, episodio che costringe i rossazzurri a chiudere la gara in inferiorità numerica.
All’88’ Abreu realizza su rigore il 2-4 definitivo.
Due reti che non rimettono in discussione il risultato, ma che lasciano comunque qualcosa su cui riflettere. Perché se i primi settanta minuti rappresentano probabilmente la parte più convincente della serata, il finale ricorda che il Catania deve ancora crescere nella gestione dei momenti della partita.
Il ritorno di Di Gennaro e la presenza di Dini hanno dato maggiore sicurezza alla difesa, ma il reparto resta da registrare. Subire due gol dopo essere stati avanti 4-0 non cancella quanto di buono fatto, ma evidenzia la necessità di mantenere compattezza e aggressività anche quando il risultato sembra ormai acquisito.
C’è poi la questione Masciangelo.
La sua espulsione comporterà una squalifica e apre immediatamente un problema sulla corsia sinistra, soprattutto considerando il momento di appannamento di Donnarumma. Sarà uno degli aspetti da gestire in vista del prossimo impegno.
Il dato più importante, però, resta un altro.
A Picerno il Catania è sembrato finalmente una squadra. Una formazione capace di muoversi con maggiore sincronismo, di accorciare, raddoppiare e accompagnare l’azione senza spezzarsi in due.
Non è ancora la squadra perfetta e gli ultimi venti minuti lo dimostrano.
Ma è una squadra che ha ritrovato aggressività, ordine e capacità di colpire.
Il 4-2 vale tre punti, ma soprattutto restituisce fiducia e una direzione.
Il Catania cercava risposte.
A Picerno, finalmente, ne ha trovate parecchie.
